Fondamenti

Perché applicare un framework di sicurezza?

Molte organizzazioni fanno già parecchio per la sicurezza delle informazioni: firewall, antivirus, backup. Ciò che spesso manca è la visione d’insieme. Un framework di sicurezza trasforma singole misure in un sistema che si può gestire, dimostrare e migliorare.

IT Services SchneebergerLettura: 6 min

Il problema senza un framework

Senza framework, la sicurezza delle informazioni nasce per lo più da singoli eventi: un incidente presso un partner, una domanda del consiglio di amministrazione, il questionario di un grande cliente. Ogni evento porta a misure – sensate, ma scollegate tra loro. Dopo qualche anno nessuno sa più con precisione che cosa è attuato, chi ne è responsabile e dove si trovano le lacune maggiori.

Conseguenze tipiche:

  • I temi tecnici sono ben coperti, quelli organizzativi quasi per nulla – ad esempio ruoli, fornitori o pianificazione delle emergenze.
  • Ogni anno si risponde di nuovo alle stesse domande, perché le evidenze non si trovano.
  • I budget finiscono in progetti visibili, non necessariamente nei rischi maggiori.
  • La direzione riceve singole segnalazioni, ma nessun quadro complessivo.

Sette vantaggi in sintesi

1. Completezza anziché punti ciechi

Un framework copre organizzazione, persone, tecnologia e processi. Lo standard minimo TIC, ad esempio, spazia dall’inventario ai diritti di accesso e alla sorveglianza, fino al ripristino dopo un incidente. Chi vi orienta il proprio approccio vede lacune che nell’attività quotidiana passano inosservate – ad esempio che nessuno ha valutato la dipendenza da un unico fornitore di servizi IT.

2. Priorità in base al rischio

Non tutte le lacune hanno la stessa importanza. I framework collegano le misure ai rischi: ISO/IEC 27001 richiede una valutazione e un trattamento dei rischi; lo standard minimo TIC chiede di stabilire il proprio livello di protezione in base alla propensione al rischio. Così si può motivare perché un tema viene prima – sia nei confronti della direzione sia dei revisori.

3. Un linguaggio comune

«Siamo sicuri» significa una cosa per l’informatica e un’altra per la direzione. Un framework dà a tutti gli stessi termini e la stessa struttura. Un’affermazione come «Nella funzione Intercettare siamo sotto l’obiettivo» è comprensibile e verificabile per tutti.

4. Dimostrabilità verso terzi

Clienti, partner, uffici di revisione e assicuratori pongono domande sulla sicurezza delle informazioni. Con un framework le risposte sono disponibili in modo ordinato: per ogni controllo lo stato, la responsabilità e le evidenze. I questionari si possono così compilare a partire dai documenti esistenti, invece di ricominciare ogni volta da zero. Se è richiesta una prova formale, è possibile una certificazione secondo ISO/IEC 27001.

5. Adempiere agli obblighi in modo strutturato

Diverse regole richiedono una sicurezza adeguata senza prescrivere come ottenerla. La legge federale sulla protezione dei dati (LPD), in vigore dal 1° settembre 2023, richiede all’art. 8 una sicurezza dei dati adeguata al rischio mediante provvedimenti tecnici e organizzativi appropriati. Un framework aiuta a definire e documentare tali misure in modo sistematico. Non sostituisce tuttavia una valutazione giuridica del singolo caso.

6. Meno lavoro a ogni ripetizione

Il primo ciclo richiede tempo: scegliere i controlli, designare i responsabili, raccogliere le evidenze. In seguito ogni verifica si basa sulla precedente. Ciò che è invariato viene confermato, ciò che è nuovo viene aggiunto. Il risparmio è maggiore soprattutto quando le verifiche interne ed esterne poggiano sulla stessa base.

7. Rendere misurabili i progressi

Con i livelli di maturità per controllo, «meglio dell’anno scorso» diventa un numero. Si vede quali temi sono migliorati, dove l’obiettivo non è ancora raggiunto e – nei gruppi con più società – dove una società è in ritardo rispetto alle altre.

Executive Board in Audhive: tutti i mandanti rispetto all’obiettivo, con aree prioritarie e classifica
L’Executive Board in Audhive: tutte le società rispetto all’obiettivo, con aree prioritarie e classifica.

Che cosa un framework non fa

Un framework è uno strumento, non una protezione in sé. Tre malintesi sono frequenti:

  • Carta anziché efficacia: una direttiva che nessuno conosce non è un controllo attuato. Per questo le buone verifiche distinguono tra impostazione ed efficacia.
  • Tutto in una volta: chi vuole portare tutti i controlli al livello più alto contemporaneamente raramente fa progressi. Un obiettivo realistico per tema e un ordine basato sul rischio sono più efficaci.
  • Spuntare caselle anziché capire: un framework descrive che cosa si deve raggiungere. Come riuscirci nella propria organizzazione spetta a Lei deciderlo – con competenza e senso della misura.

Come sfruttare i vantaggi

  1. Scegliere un framework: per le PMI svizzere lo standard minimo TIC è un punto di partenza naturale, per le organizzazioni vicine alla certificazione ISO/IEC 27001. L’articolo Quale framework di sicurezza per quale organizzazione? aiuta nella scelta.
  2. Definire il campo di applicazione: quali società, sedi e sistemi ne fanno parte?
  3. Valutare la situazione di partenza: con onestà, controllo per controllo, con evidenze.
  4. Pianificare le misure: prima i rischi maggiori, con responsabili e scadenze.
  5. Ripetere regolarmente: almeno una volta all’anno, affinché la situazione resti aggiornata.

Come si svolge concretamente una verifica di questo tipo lo mostra L’audit di sicurezza interno in 6 passi.

Domande frequenti

Un framework conviene anche a una piccola azienda?

Sì, se è commisurato alle dimensioni. Una piccola azienda non deve documentare ogni controllo in modo completo. Già una singola valutazione onesta mostra le lacune principali e aiuta a impiegare il budget in modo mirato. Lo standard minimo TIC è un punto di accesso snello.

Quanto dura il primo ciclo?

Dipende dal perimetro, dal numero di sistemi e da quanto è già documentato. Preveda più tempo per il primo ciclo che per i successivi: scegliere i controlli, designare i responsabili e trovare le evidenze è un lavoro una tantum.

Abbiamo bisogno di un supporto esterno?

Non necessariamente. Molte organizzazioni si valutano da sole e coinvolgono specialisti per singoli temi o per una verifica indipendente. Uno sguardo esterno è utile soprattutto per calibrare la propria valutazione.

Come aiuta Audhive

Audhive riunisce catalogo, valutazione, evidenze, rischi e rapporti in un unico luogo. Le richieste di dati con scadenza e promemoria fanno sì che le evidenze arrivino; le dashboard e l’Executive Board mostrano lo stato per mandante e per tutti i mandanti. Maggiori informazioni in Prodotto.

Fonti

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